1- Quando un aceto balsamico invecchia, diventa Tradizionale?
NO! Per fregiarsi del "nome"
Tradizionale il prodotto deve seguire rigorosamente un disciplinare
di produzione DOP .
Il Tradizionale infatti è un prodotto di altissima e nobile
tradizione e per salvaguardare la sua immagine e qualità
la Unione Europea ha concesso con la DOP una speciale protezione,
sia sul nome che nelle procedure di produzione, intese su tutta
la filiera. Quindi un Ente di Certificazione è stato incaricato
di vigilare, partendo dai vigneti delle zone tipiche, sulle corrette
procedure e i previsti tempi di produzione, al fine di garantire
sia al consumatore sia ai seri produttori il mantenimento dei richiesti
standard qualitativi. Il prodotto si può fregiare del nome
"Tradizionale" solo allorché abbia superato tutti
i controlli e, una volta promosso al test organolettico dei maestri
assaggiatori, sia imbottigliato nell'unica bottiglia autorizzata
dal Ministero per tutti i produttori di Modena: la famosa bottiglietta
sferica a base rettangolare, appositamente realizzata per il prodotto.
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2- Quando una bottiglia di Balsamico fa riferimento in etichetta ad un numero di anni
di invecchiamento, offre maggiore garanzia rispetto alla qualità contenuta?
Al contrario, un qualsiasi numero
in etichetta che faccia riferimento ad un tempo di invecchiamento
o che possa comunque indurre a pensarlo costituisce chiaramente
un tentativo "truffaldino" di attirare l'attenzione del
consumatore. Le norme dei Disciplinari di Produzione vietano espressamente
di apporre sulle bottiglie dell'Aceto Balsamico Tradizionale (è
ciò vale anche per il più economico e comune Aceto
Balsamico di Modena) il presunto invecchiamento del prodotto, ciò
che normalmente viene effettuato evidenziando dei numeri in etichetta.
Il senso di ciò risiede nel fatto che l'invecchiamento di
per se stesso non è sufficiente per raggiungere il livello
qualitativo necessario. Questo infatti dipende dalla qualità
delle materie prime, dalla qualità dei legni delle botti,
dal particolare microclima che si viene a creare nella acetaia,
dalla continua miscelazione ottenuta con i travasi e i rincalzi
tra le botticelle, e soprattutto dalla passione del produttore che
si manifesta nella cura prestata in tutte le fasi della produzione.
La cosa fondamentale è che ciò che si intende come
invecchiamento in realtà per l'Aceto Tradizionale è
un "processo di produzione" che dura tanti anni. Come
tale vale molto di più di un semplice invecchiamento, cioè
inteso come di attesa (come avviene per il Cognac e altri prodotti),
perché consiste in tempo cura e lavoro dispensati almeno
per dodici anni per ottenere un prodotto di buona qualità.
Al contrario un prodotto non seguito opportunamente potrebbe non
essere in grado di raggiungere il richiesto standard minimo qualitativo
neanche dopo svariate decine di anni. E' importante sapere che nel
settore dell'Aceto Balsamico Tradizionale con il termine "invecchiamento"
si intende la durata del processo produttivo.
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3- Un buon Aceto Balsamico Tradizionale di Modena deve essere molto denso?
La densità del prodotto
può indicare uno speciale pregio dell'aceto solo nel caso
sia stata ottenuta secondo le lente e tradizionali procedure di
produzione. Queste permettono al prodotto di acquistare quell'inconfondibile
patrimonio di profumi, sapori e persistenza del retrogusto che ne
fanno la grande complessità. Quindi la virtù principale
dell'Aceto Balsamico Tradizionale sono l'intensità dell'inconfondibile
profumo, la grande armonia fra le fasi (dolcezza, acidità,
corpo, etc..) durante l'assaggio e la lunga persistenza del piacevole
retrogusto. La densità è bella solo a vedersi, le
altre virtù sono invece quelle che esaltano sapori e profumi
dei piatti sui quali il Tradizionale è utilizzato: non è
forse questo che serve al consumatore? Si consiglia quindi di non
limitarsi a guardare un prodotto ma anzi di assaggiarlo, potendo
così scegliere in base alle personali considerazioni sul
rapporto qualità/prezzo.
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4- Esiste un listino di riferimento per il “Tradizionale”?
Sicuramente non esiste. Infatti
l'imbottigliamento nella bottiglietta esclusiva e obbligatoria garantisce
solo che il prodotto abbia raggiunto almeno lo standard qualitativo
minimo richiesto dal Disciplinare. Ogni piccolo produttore (ricordiamo
che si tratta di una produzione limitatissima) può raggiungere
livelli qualitativi anche molto più alti, affrontando anche
costi sensibilmente maggiori. Ciò vale per il Tradizionale
"Affinato" (invecchiamento minimo certificato di almeno
12 anni) ma ancor di più per lo "Extravecchio"(invecchiamento
minimo di 25 anni). Quindi sono reperibili sul mercato prodotti
che da un prezzo di base di 400 Euro al litro arrivano fino a valutazioni
di oltre 3000 Euro. Ma esistono anche prodotti che per le loro qualità
inestimabili e quantità limitatissime sarebbero talmente
costosi da non poter neanche essere venduti. Prodotti del genere
sono spesso solo consumati nelle ricorrenze di famiglia del produttore,
o anche dati in dono ad amici importanti. Da qui è nata la
nomea del Tradizionale inteso come "regalo per Principi e Re".
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5- Cosa significa “Affinato”?
Affinato è il Balsamico
Tradizionale DOP che dopo un processo di produzione della durata
di almeno 12 anni, sostenuti tutti i controlli di routine dell'Ente
di Certificazione e superato il test organolettico del panel di
maestri Assaggiatori iscritti nell'albo della Camera di Commercio
di Modena, viene imbottigliato nella famosa bottiglietta sferica
senza nessun riferimento alla età. E' il prodotto più
giovane. Può essere accompagnato da diversi colori della
capsula di sigillo, generalmente rosso metallizzato ma anche crema
o di altri colori.
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6- Cosa significa Extravecchio?
"Extra Vecchio" è
il Balsamico Tradizionale DOP che dopo un processo di produzione
della durata di almeno 25 anni, sostenuti tutti i controlli di routine
dell'Ente di Certificazione e superato il test organolettico del
panel di maestri Assaggiatori iscritti nell'albo della Camera di
Commercio di Modena, viene imbottigliato nella famosa bottiglietta
sferica con una scritta di riferimento "Extra Vecchio"
sulla etichetta. Il colore della Capsula di sigillo è oro
metallizzato.
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7- Ci sono indicazioni specifiche per l’uso del Tradizionale?
Se esiste un condimento talmente
eclettico da potersi abbinare a tutti o quasi i piatti del menù,
questo è veramente l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
Trasforma insalate di ogni tipo, carne, pesce, formaggi e dolci
in un tripudio di profumi e di sapori. L'Affinato è maggiormante
usato in abbinamento a piatti nei quali sia gradita una maggiore
senzazione di acidità. Ma qualsivoglia indicazione è
superata dalle scelte che son per lo più fatte per gusto
personale, per consuetudine o per semplice disponibilità
economica. Certo è che la qualità del prodotto utilizzato
è direttamente proporzionale al risultato che sarà
ottenuto nella preparazione del piatto.
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8- Bottiglie di piccolo volume, curate nell’immagine e di alto prezzo, possono essere
indicative di un buon prodotto?
Assolutamente no! L'Aceto Balsamico
Tradizionale di Modena può essere confezionato solo nell'unica
bottiglietta autorizzata per tutti i produttori, che è quella
a suo tempo progettata da Giorgetto Giugiaro, e resa obbligatoria
dal disciplinare della DOP. Quando confezioni di altro tipo o forma
sono proposte come "la stessa cosa" si tratta di una truffa.
Oltre all'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e all'Aceto
Balsamico di Modena (per così dire "normale, cioè
l'aceto da sempre prodotto a Modena per l'uso economico di tutti
i giorni e che oggi si trova in tutti i negozi alimentari) esistono
infatti diverse proposte sul mercato. Si tratta di prodotti a base
di mosto cotto e di aceto di vino prodotti secondo ricette dei produttori.
Questi prodotti, in nessun modo classificati dalle Leggi italiane
ed europee, e quasi sempre identificati dai produttori come 'Condimento'
o 'Salsa', non possono, o non dovrebbero, fare riferimento in alcun
modo al termine 'balsamico' che è riservato appunto agli
aceti disciplinati con apposite leggi. Tali condimenti, anche se
talora gradevoli, non hanno niente a che vedere con il vero Aceto
Balsamico Tradizionale di Modena, anche se per packaging e prezzo
possono trarre in inganno l'occhio del consumatore inesperto, e
soprattutto vengono prodotti al di fuori di ogni controllo sulle
materie prime e sull'invecchiamento.
Le uniche denominazioni riconosciute sono quindi :
- Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP (prodotto in Provincia di Modena)
- Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP (prodotto
in Prov. di Reggio E.) Essendo entrambe Dop, sono controllate
dai rispettivi Enti di Certificazione
- Aceto Balsamico di Modena, ( l'aceto per l'uso quotidiano che in quanto aceto è controllato dagli uffici preposti del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali).
Gli altri prodotti, pur se erroneamente definiti "Balsamici", salse o condimenti che siano, non sono soggetti a particolari controlli, né riguardo alle materie prime, né riguardo ai processi di produzione e invecchiamento.
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DECRETO 16 OTTOBRE 2009 - GU n.257 del 04/11/2009 : TUTELA ABTM D.O.P.
04/11/2009
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NUOVA SEDE OPERATIVA
10/01/2011
La sede operativa del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena sì è trasferita al seguente indirizzo :
VIALE VIRGILIO 55 - 41123 MODENA
TEL. 059/ 208.604 - FAX. 059/208.606
E-mail: consorzio.tradizionale@mo.camcom.it
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